Invito a coltivare la gioia

Invito a coltivare la gioia

Come coltivare la gioia? È possibile allenarsi a coltivarla? Scopriamolo insieme in questo articolo

 

In tutte le diverse espressioni spirituali, la gioia è universalmente riconosciuta come segno di
semplicità, pienezza, amore e saggezza interiore. Ogni tramonto del sole ci richiama al valore
del lasciar andare, invitandoci a sperimentare la sensazione di libertà e benefici che ne
derivano. Allo stesso modo, ogni alba ci offre la possibilità di iniziare di nuovo, di
riconciliarci con noi stessi accogliendo il nuovo momento che si presenta istante dopo
istante.

Accogliere il nuovo non implica negare le esperienze passate; piuttosto, significa liberarsi del
peso di nostalgici rimpianti, risentimenti o sensi di colpa. L’accoglienza avviene con un
sorriso, guidando il nuovo essere, nato da esperienze passate, a fondersi completamente con il
presente. Questo ci consente di portare con noi, con amore, la totalità di chi siamo ovunque ci
troviamo, diventando così una fonte di gioia immensa.

Un’altra strada per sperimentare la gioia è l’intrinseca propensione della nostra mente a
vibrare positivamente in presenza della felicità altrui, tanto quanto possiamo provare
dolore di fronte alle sofferenze degli altri. Coltivare questa inclinazione comporta dirigere
l’attenzione, senza avversione o giudizio, verso eventuali sentimenti di invidia e gelosia che
potrebbero sorgere quando percepiamo la fortuna altrui. Riconoscere come queste emozioni
offuschino la mente e ci privino di felicità può aiutarci a non identificarci con esse e,
successivamente, a lasciarle andare.

La gratitudine per le cose preziose che ci circondano, spesso date per scontate,
costituisce un’altra fonte significativa di gioia. Un aneddoto condiviso dal maestro di
meditazione Frank Ostaseski evidenzia l’importanza di apprezzare le meraviglie della vita
quotidiana, rappresentate metaforicamente da un uomo ossessionato da dettagli insignificanti
mentre un dio creatore danza sopra di lui.

Coltivare la curiosità, essere disposti a lasciar andare il sapere acquisito, e aprirsi
continuamente alla scoperta e al rinnovamento consente di entrare in contatto con
l’incessante processo di creazione del mondo sotto i nostri occhi. Questa apertura alla
novità genera gratitudine, poiché ogni istante diventa un dono prezioso, una grazia
offerta dalla vita.

La poesia di John Welwood, con la sua capacità di suscitare gioia e commozione, rappresenta
un regalo che desidero condividere con voi.

 

Siediti ovunque tu sia
E ascolta il vento che canta nelle tue vene.
Senti l’amore, l’anelito, la paura nelle tue ossa.
Apri il tuo cuore a chi tu sei, proprio adesso,

Non a chi ti piacerebbe essere,
Non al santo a cui ambisci diventare,
Ma all’essere che è proprio qui davanti a te, dentro di te, attorno a te.
Tutto ciò che sei è benedetto.
Tu sei già di più e di meno
Di qualsiasi cosa tu possa sapere.
Espira,
Tocca,
Lascia andare.

Author

Bianca Pescatori

Psicoterapeuta libero professionista ad orientamento psicodinamico e cognitivista.
 Ha collaborato e collabora con enti pubblici e privati per quanto riguarda la gestione dello stress attraverso i protocolli mindfulness Based e ricerche correlate, tra cui l’Università La Sapienza, dipartimento di psicologia e il policlinico dell’Università di Tor Vergata.